Ingredienti: (per 8 persone): 16 fette di pane carré, 3 pomodori maturi ma ben sodi e piuttosto grossi, 3 cuori di palma, 8 olive nere, 1 ciuffetto di prezzemolo, 50 grammi di burro, 2 uova sode, sale.
Preparazione: tenete il burro a temperatura ambiente per circa un’ora prima di iniziare l’allestimento delle tartine, in modo che rimanga bel morbido.
Sgusciate le uova sode, tagliatele a metà, estraete i tuorli (gli albumi non vi serviranno) e spappolateli con una forchetta.
Lavorate poi il burro a crema con un cucchiaio di legno, incorporandovi man mano il tuorlo sbriciolato con un pizzico di sale.
Levate la crosta alle fette di pane carré.
Con il composto di burro e uova spalmate tutto il pane, facendo uno strato abbastanza consistente.
Lavate ed asciugate i pomodori, dopodiché, tagliateli a fettine (dovrete ottenerne 16), e da ogni fetta ricavate dei triangoli che siano un po’ più piccoli di mezza fetta di pane (in senso triangolare), e che abbiano due lati diritti e il terzo arrotondato (ossia, quello che corrisponde al bordo della fetta di pomodoro).
Posate quindi i triangoli ottenuti (prima salati) sulle fette di pane, in modo che i due lati diritti siano a 1 cm circa di distanza dal bordo delle fette.
Posate nel mezzo d’ogni triangolo di pomodoro una rondella di palma; sopra a queste mettete mezza oliva nera (ovviamente le olive vanno prima snocciolate).
Infine, posate due foglioline di prezzemolo (prima lavate ed asciugate) tra il centro del lato arrotondato della fetta di pomodoro, e l’angolo della fetta di pane.
Disponete le tartine così preparate sul piatto di servizio e portatele in tavola ai commensali, oppure tenetele in fresco fino al momento di servirle.
Tempo di preparazione: 50 minuti circa.
lunedì 28 settembre 2015
venerdì 28 agosto 2015
Pesci da Conoscere - Pesce Gioiello
Cari lettori e appassionati di animali, in questo articolo vedremo insieme il “pesce gioiello”, il cui nome scientifico è Hemicromis Bimaculatus.
Per chi possiede un acquario ed è incuriosito da questo pesce ecco qualche consiglio per tenerlo nelle migliori condizioni.
In primo luogo, ricordate che è un pesce intollerante! Evitate quindi di inserirlo nel vostro acquario se ci sono altri pesci: è compatibile sono con altre 2 – 3 specie massimo di Ciclidi ( famiglia di appartenenza dello stesso pesce gioiello).
Per quanto riguarda l’alimentazione, non è un pesce poi bisognoso di molte cure. Infatti necessita di cibo vivo non troppo piccolo seppure in quantità abbondanti.
La temperatura dell’acqua deve essere dai 22 gradi ai 28. Per quanto riguarda l’arredamento della vasca, è preferibile inserire qualche pianta acquatica isolata. Il fondale costituito da ghiaia o sabbia grossa va benissimo.
Il pesce gioiello proviene dal Nilo, il Niger e il Congo. Solo gli avannotti possono essere tenuti in branchi mentre i pesci adulti sono compatibili sono in coppie.
Risulta essere un pesce dal colore variabile: nel periodo dell’accoppiamento infatti, la colorazione è tutta rosso lacca mentre negli altri periodi è bruno con i riflessi sul verde.
Può raggiungere fino ai 15 centimetri di dimensioni e quindi è preferibile un acquario grande per contenerne diversi esemplari.
Per chi possiede un acquario ed è incuriosito da questo pesce ecco qualche consiglio per tenerlo nelle migliori condizioni.
In primo luogo, ricordate che è un pesce intollerante! Evitate quindi di inserirlo nel vostro acquario se ci sono altri pesci: è compatibile sono con altre 2 – 3 specie massimo di Ciclidi ( famiglia di appartenenza dello stesso pesce gioiello).
Per quanto riguarda l’alimentazione, non è un pesce poi bisognoso di molte cure. Infatti necessita di cibo vivo non troppo piccolo seppure in quantità abbondanti.
La temperatura dell’acqua deve essere dai 22 gradi ai 28. Per quanto riguarda l’arredamento della vasca, è preferibile inserire qualche pianta acquatica isolata. Il fondale costituito da ghiaia o sabbia grossa va benissimo.
Il pesce gioiello proviene dal Nilo, il Niger e il Congo. Solo gli avannotti possono essere tenuti in branchi mentre i pesci adulti sono compatibili sono in coppie.
Risulta essere un pesce dal colore variabile: nel periodo dell’accoppiamento infatti, la colorazione è tutta rosso lacca mentre negli altri periodi è bruno con i riflessi sul verde.
Può raggiungere fino ai 15 centimetri di dimensioni e quindi è preferibile un acquario grande per contenerne diversi esemplari.
venerdì 21 agosto 2015
Abiti da Cerimonia in Inverno - Come Fare
Gli abiti da cerimonia sono croce e delizia degli stylist di tutto il mondo. Se però solitamente si è abituati a immaginarli come capi tipicamente estivi, leggeri, svolazzanti, di mussola o seta, la gamma di scelta dei vestiti da cerimonia invernali è davvero ampio e l’estro e l’inventiva dei fashion creators hanno reso possibile la loro declinazione in svariati modelli tutti differenti tra loro.
Ecco dunque per voi alcuni consigli pratici per aiutarvi nella scelta dei capi e nel relativo acquisto. Precisiamo che in questo articolo proponiamo consigli generici e non vediamo nei dettagli le collezioni. Per chi fosse interessato alle novità consigliamo di visitare i siti delle varie marche o questo blog dedicato agli abiti da cerimonia.
Le temperature basse fanno in modo che i vestiti da cerimonia invernali siano completamente diversi da quelli estivi. Cambia tutto. Differenti sono i colori, diversi i modelli e i tagli. Cambiano anche gli accessori. Il raso foderato sostituisce solitamente i tessuti più leggeri. Può facilmente essere utilizzata l’organza per creare un gioco di drappeggi. Molto usato è inoltre il velluto.
Ai margini delle maniche, del collo e delle gonne è facile trovare bordature in pelliccia che è spesso utilizzata come capospalla per dare importanza all’insieme. Le pellicce, capi non da tutti amati, possono essere sostituite da cappotti lunghi, magari con il collo alto o la sciarpa incorporata, e dai copri spalle in morbido cachemire. In cachemire o in lana anche i guanti, belli ed eleganti ma soprattutto utili a fronteggiare i freddi più rigidi. Pesanti anche le calze, meglio se non autoreggenti, in cinquanta o al massimo trenta denari: garantiscono comfort e caldo per tutta la giornata.
Vediamo quindi le scarpe. Le più classiche possono affidarsi all’evergreen di Chanel, il decolté. Le fashion victims possono invece scegliere quelle con il plateau e la punta arrotondata. Pelle, suade e raso i materiali più utilizzati. Sobri e poco appariscenti i gioielli: all’insegna di uno stile minimal chic. Out le parure. In un unico pezzo importante. Oro, perle, platino e tanti, tanti diamanti. Meglio evitare minigonne e scollature troppo profonde ma al contempo evitare di cadere nella trappola del vestito castigato. Se il party dovesse essere di giorno allora i vestiti da cerimonia invernali dovranno essere cercati tra le proposte cocktails: gonna di media lunghezza e giacca anche nei colori pastello. Se invece dovessero servire per la sera, ci servirà un look più formale e magari nei toni più scuri del blu, del grigio e del nero.
Per acquistare i vetiti da cerimonia invernali potete rivolgervi a un atelier di vostra fiducia dove lo confezioneranno su misura per voi. Avrete così la possibilità di scegliere personalmente le stoffe, il modello e il colore. In alternativa, rivolgetevi ad un rivenditore del settore.
Oggi giorno sono tantissime le Maison di moda che si occupano in maniera egregia di questo tipo di abiti. Sperando d’avervi aiutato, vi saluto calorosamente
Ecco dunque per voi alcuni consigli pratici per aiutarvi nella scelta dei capi e nel relativo acquisto. Precisiamo che in questo articolo proponiamo consigli generici e non vediamo nei dettagli le collezioni. Per chi fosse interessato alle novità consigliamo di visitare i siti delle varie marche o questo blog dedicato agli abiti da cerimonia.
Le temperature basse fanno in modo che i vestiti da cerimonia invernali siano completamente diversi da quelli estivi. Cambia tutto. Differenti sono i colori, diversi i modelli e i tagli. Cambiano anche gli accessori. Il raso foderato sostituisce solitamente i tessuti più leggeri. Può facilmente essere utilizzata l’organza per creare un gioco di drappeggi. Molto usato è inoltre il velluto.
Ai margini delle maniche, del collo e delle gonne è facile trovare bordature in pelliccia che è spesso utilizzata come capospalla per dare importanza all’insieme. Le pellicce, capi non da tutti amati, possono essere sostituite da cappotti lunghi, magari con il collo alto o la sciarpa incorporata, e dai copri spalle in morbido cachemire. In cachemire o in lana anche i guanti, belli ed eleganti ma soprattutto utili a fronteggiare i freddi più rigidi. Pesanti anche le calze, meglio se non autoreggenti, in cinquanta o al massimo trenta denari: garantiscono comfort e caldo per tutta la giornata.
Vediamo quindi le scarpe. Le più classiche possono affidarsi all’evergreen di Chanel, il decolté. Le fashion victims possono invece scegliere quelle con il plateau e la punta arrotondata. Pelle, suade e raso i materiali più utilizzati. Sobri e poco appariscenti i gioielli: all’insegna di uno stile minimal chic. Out le parure. In un unico pezzo importante. Oro, perle, platino e tanti, tanti diamanti. Meglio evitare minigonne e scollature troppo profonde ma al contempo evitare di cadere nella trappola del vestito castigato. Se il party dovesse essere di giorno allora i vestiti da cerimonia invernali dovranno essere cercati tra le proposte cocktails: gonna di media lunghezza e giacca anche nei colori pastello. Se invece dovessero servire per la sera, ci servirà un look più formale e magari nei toni più scuri del blu, del grigio e del nero.
Per acquistare i vetiti da cerimonia invernali potete rivolgervi a un atelier di vostra fiducia dove lo confezioneranno su misura per voi. Avrete così la possibilità di scegliere personalmente le stoffe, il modello e il colore. In alternativa, rivolgetevi ad un rivenditore del settore.
Oggi giorno sono tantissime le Maison di moda che si occupano in maniera egregia di questo tipo di abiti. Sperando d’avervi aiutato, vi saluto calorosamente
venerdì 14 agosto 2015
Pesci da Conoscere - Pesce Milione
Cari lettori e appassionati, in questo post vedremo insieme un altro pesce di acqua dolce, il cosiddetto pesce milione o guppy il cui nome scientifico è Poecilia Reticulata.
Questo pesce, appartenente alla famiglia dei Peciliidi, vive in natura in branchi sempre in movimento. Risulta essere originario dell’America Meridionale e soprattutto del Brasile del nord, del Venezuela delle Barbados e delle zone limitrofe.
Predilige le acque ferme, prive di corrente ed è un pesce abbastanza piccolo per dimensioni. Può raggiungere i 3 centimetri l’individuo maschio, mentre gli individui femmine possono raggiungere anche il doppio in lunghezza.
Per chi volesse averlo nel suo acquario personale, non è un pesce bisognoso di molte cure.
Questo pesce, appartenente alla famiglia dei Peciliidi, vive in natura in branchi sempre in movimento. Risulta essere originario dell’America Meridionale e soprattutto del Brasile del nord, del Venezuela delle Barbados e delle zone limitrofe.
Predilige le acque ferme, prive di corrente ed è un pesce abbastanza piccolo per dimensioni. Può raggiungere i 3 centimetri l’individuo maschio, mentre gli individui femmine possono raggiungere anche il doppio in lunghezza.
Per chi volesse averlo nel suo acquario personale, non è un pesce bisognoso di molte cure.
venerdì 7 agosto 2015
Pesci da Conoscere - Pesce Oscar
Cari lettori e appassionati di animali, oggi parliamo del pesce oscar, un pesce d’acqua dolce, il cui nome scientifico è Astronotus ocellatus.
Per chi volesse avere il pesce oscar nel suo acquario ecco cosa deve sapere:
ricordate che non necessita di una particolare dieta alimentare, in quanto questo pesce è onnivoro.
Risulta essere un pesce pacifico e dunque può convivere con il Cichlasoma meeki, un altro piccolo pesce.
La temperatura ottimale per tenerlo in vasca è tra i 20 e i 25 gradi e non ha esigenze particolari; per l’arredamento basta una semplice vasca riservata a questo pesce con pietre e radici, magari senza piante acquatiche.
Necessita di una buona aerazione e un buon filtraggio;
Per il fondo va benissimo uno spesso strato di ghiaia.
Le dimensioni massime che può raggiungere il pesce Oscar è di 33 centimetri, ma dovete considerare che la maturità sessuale viene raggiunta dal pesce dopo i 10 centimetri circa.
Non ci sono sostanziali differenze tra gli individui maschi e le femmine. Tuttavia, una volta individuato il sesso è facile la riproduzione perché il pesce oscar forma coppie durature.
Se notate dapprima delle uova biancastre che poi divengono trasparenti, non allarmatevi. Non sono parassiti, ma le uova della coppia.
Per chi volesse avere il pesce oscar nel suo acquario ecco cosa deve sapere:
ricordate che non necessita di una particolare dieta alimentare, in quanto questo pesce è onnivoro.
Risulta essere un pesce pacifico e dunque può convivere con il Cichlasoma meeki, un altro piccolo pesce.
La temperatura ottimale per tenerlo in vasca è tra i 20 e i 25 gradi e non ha esigenze particolari; per l’arredamento basta una semplice vasca riservata a questo pesce con pietre e radici, magari senza piante acquatiche.
Necessita di una buona aerazione e un buon filtraggio;
Per il fondo va benissimo uno spesso strato di ghiaia.
Le dimensioni massime che può raggiungere il pesce Oscar è di 33 centimetri, ma dovete considerare che la maturità sessuale viene raggiunta dal pesce dopo i 10 centimetri circa.
Non ci sono sostanziali differenze tra gli individui maschi e le femmine. Tuttavia, una volta individuato il sesso è facile la riproduzione perché il pesce oscar forma coppie durature.
Se notate dapprima delle uova biancastre che poi divengono trasparenti, non allarmatevi. Non sono parassiti, ma le uova della coppia.
martedì 28 luglio 2015
Pesci da Conoscere - Pesce Pagliaccio
Cari lettori e appassionati di animali, oggi parliamo insieme del pesce più famoso di tutti: il pesce pagliaccio.
Ebbene proprio il protagonista del cartone della Pixar è uno esemplare di straordinaria bellezza di pesce pagliaccio. Questo animaletto simpatico trova il suo habitat naturale nelle barriere coralline dell’area Indo – Pacifica ( senza tenere conto però delle coste africane ).
La caratteristica più importante dei pesci pagliaccio è quella del colore della sua livrea. A seconda della specie la livrea cambia di motivo e colore ( si và dalle tonalità scure a quelle più chiare ).
Il pesce pagliaccio ( Percoidei ) appartiene alla famiglia dei Pomacentridi e vive un rapporto di simbiosi con gli anemoni marini: da una parte i pesci pagliaccio penetrano nei tentacoli degli anemoni assorbendone la mucosa e dall’altra l’anemone protegge coi suoi tentacoli velenosi ( di cui sono immuni solo i pesci pagliaccio ) il pesce dagli altri predatori. L’assorbimento del muco è indispensabile per il pesce pagliaccio per avere l’immunità dal veleno e per questo lo assorbe periodicamente.
Inoltre i pesci pagliacci si nutrono di alcuni crostacei parassitari che debilitano gli anemoni. Capirete bene come la sopravvivenza di questi due animali sia compromessa nel caso in cui vivono divisi.
Ebbene proprio il protagonista del cartone della Pixar è uno esemplare di straordinaria bellezza di pesce pagliaccio. Questo animaletto simpatico trova il suo habitat naturale nelle barriere coralline dell’area Indo – Pacifica ( senza tenere conto però delle coste africane ).
La caratteristica più importante dei pesci pagliaccio è quella del colore della sua livrea. A seconda della specie la livrea cambia di motivo e colore ( si và dalle tonalità scure a quelle più chiare ).
Il pesce pagliaccio ( Percoidei ) appartiene alla famiglia dei Pomacentridi e vive un rapporto di simbiosi con gli anemoni marini: da una parte i pesci pagliaccio penetrano nei tentacoli degli anemoni assorbendone la mucosa e dall’altra l’anemone protegge coi suoi tentacoli velenosi ( di cui sono immuni solo i pesci pagliaccio ) il pesce dagli altri predatori. L’assorbimento del muco è indispensabile per il pesce pagliaccio per avere l’immunità dal veleno e per questo lo assorbe periodicamente.
Inoltre i pesci pagliacci si nutrono di alcuni crostacei parassitari che debilitano gli anemoni. Capirete bene come la sopravvivenza di questi due animali sia compromessa nel caso in cui vivono divisi.
martedì 14 luglio 2015
Pesci da Conoscere - Pesce Pappagallo
Cari lettori e appassionati di animali, in questo post vedremo insieme le caratteristiche e le abitudini del pesce pappagallo, un pesce marino appartenente alla famiglia degli Scaridi, che prende il nome dalla forma particolare della sua bocca, simile a un becco e il suo colore: particolari che ricordano i pappagalli.
Il pesce pappagallo appartiene all’ordine dei Perciformi e alla classe degli Attinopterogi. Vive in gruppi formati da un maschio (il cosiddetto supermaschio) e 3-4 femmine. Si nutre di alghe e vegetali e la differenza tra gli individui maschi e le femmine è abbastanza facile da riscontrare: Infatti, mentre i maschi possiedono un colore brillante che và dal giallo al blu, le femmine hanno un colore pallido e tendente al marrone.
I pesci pappagallo si accoppiano tutto l’anno specialmente al mattino. Sono attivi tutto il giorno e la notte preferiscono riposarsi.
Risulta essere diffuso nell’Oceano Atlantico ed è una delle più grandi attrazioni delle barriere coralline. Nonostante i suoi colori bellissimi non è diffuso negli acquari privati perché è molto difficile reperire i coralli vivi e le alghe fresche di cui necessita per vivere.
Se volete vederlo vi basterà andare negli acquari pubblici, e vi garantisco che ne vale assolutamente la pena.
Il pesce pappagallo appartiene all’ordine dei Perciformi e alla classe degli Attinopterogi. Vive in gruppi formati da un maschio (il cosiddetto supermaschio) e 3-4 femmine. Si nutre di alghe e vegetali e la differenza tra gli individui maschi e le femmine è abbastanza facile da riscontrare: Infatti, mentre i maschi possiedono un colore brillante che và dal giallo al blu, le femmine hanno un colore pallido e tendente al marrone.
I pesci pappagallo si accoppiano tutto l’anno specialmente al mattino. Sono attivi tutto il giorno e la notte preferiscono riposarsi.
Risulta essere diffuso nell’Oceano Atlantico ed è una delle più grandi attrazioni delle barriere coralline. Nonostante i suoi colori bellissimi non è diffuso negli acquari privati perché è molto difficile reperire i coralli vivi e le alghe fresche di cui necessita per vivere.
Se volete vederlo vi basterà andare negli acquari pubblici, e vi garantisco che ne vale assolutamente la pena.
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